Blue Whale Gioco Macabro, Blue whale, Philip Budeikin

Blue whale, Philip Budeikin Sarebbe un giovane di 22 anni, il ragazzo che ha creato il gioco autolesionista del Blue While, il suo nome è Philip Budeikin studente di Psicologia.

Avrebbe corrotto tanti adolescenti a farsi del male spingendosi fino alla morte con un gioco che avremmo voluto vedere solo in un qualsiasi film horror.

Perchè il Blue While è un gioco dell’orrore, creato da una persona psicopatica e mette in pericolo tutti gli adolescenti inconsci della pericolosità cui si trovano.

Philip Budeikin sembra avvicinarsi molto a un profilo di un serial killer. Ha confessato di aver istigato almeno 16 adolescenti connazionali al suicidio per “purificare la società”.

Blue whale: l'Autore con identikit da serial killer

Il macabro gioco si è già diffuso a macchia d’olio: dalla Russia ha raggiunto il Brasile, ma anche Francia e Inghilterra.

In Italia, proprio ieri la polizia postale ha salvato una studentessa 14enne di Ravenna che, sul proprio profilo Facebook, aveva postato foto con lesioni su un braccio.

E’, questa, una delle pratiche previste dal gioco. Che, passo passo, accompagna al suicidio. A marzo, ‘blue whale’ aveva colpito a Livorno, vittima un ragazzino di 15 anni che si è lanciato nel vuoto dal 26° piano del grattacielo cittadino.

Nella sola Russia sono 157 i ragazzini morti suicida nell’ultimo anno. “Blue whale” Prende spunto da un fenomeno naturale: questi imponenti cetacei per diversi motivi possono finire per spiaggiarsi sulle coste con il rischio di non essere più in grado di rientrare in acqua, finendo quindi a morire per asfissia e disidratazione.

I biologi hanno riscontrato che il fenomeno riguarda spesso gruppi interi di balene, in quanto può capitare che l’intero branco smarrisca la via, oppure nel tentativo di soccorrere un singolo esemplare in difficoltà altri incappino poi nello stesso pericolo.

Parliamo quindi di un fenomeno di massa, le similarità con gli effetti sui giovani ragazzi sono davvero numerose.

Il ‘gioco’ consiste nell’attuare 50 azioni (una al giorno) come ‘preparazione alla morte’, che si concretizza con il gesto ultimo di lanciarsi nel vuoto da un edificio.

Queste regole quotidiane sono caratterizzate da autolesionismo (incidersi la pelle o tentare di tagliarsi le vene dei polsi con lamette) e da altre pratiche come guardare film dell’orrore per 24 ore continuative, ascoltare una particolare musica con video psichedelici e non dormire.

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